Vai al contenuto principale
Logo Fineco Bank

Bitcoin, Iran, AI, HALO: l’alfabeto della turbolenza

Data pubblicazione: 11 marzo 2026

Autore:

Wealthype.ai per Fineco Bank
Rappresentazione visiva dell'articolo: Bitcoin, Iran, AI, HALO: l’alfabeto della turbolenza
  1. Tra nuovi conflitti, timori sull’AI e dazi USA, sui mercati è in corso una nuova fase.
  2. Sono fasi che generalmente rendono più evidente la funzione dei vari asset, dall’oro al Bitcoin.
  3. Soprattutto in un periodo di transizione come quello attuale, è bene evitare le mode e diversificare.


PER BITCOIN, LE FORTI OSCILLAZIONI NON SONO UNA NOVITÀ

Andamento di Bitcoin, in dollari, negli ultimi dieci anni

ee309900-bca3-4676-ac76-2ee7a2a8f24f_20260311.webp

Fonte: Investing.com


Bitcoin è sull’ottovolante. E non è certo una novità. La bocciatura dei dazi “reciproci” da parte della Corte Suprema USA ha accentuato la flessione in corso dalla fine del 2025. Anche se, a onor del vero, da fine febbraio al 5 marzo la criptovaluta ha recuperato una piccola parte delle sue perdite, di fronte all’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran e alla risposta di quest’ultimo (che si è rapidamente allargata a tutta l’area del Golfo Persico) sembra emergere una verità molto semplice: con i suoi alti e bassi e con le sue non sempre prevedibili reazioni, la criptovaluta per eccellenza non è un “safe asset” paragonabile all’oro fisico, come alcuni in passato si sono spinti a sostenere, definendola addirittura “oro digitale”.

Bitcoin non sembra comportarsi come un bene rifugio. Al contrario dell’oro


Dopo l’entusiasmo dell’estate, per il mercato delle criptovalute si è aperta una fase di correzione: archiviato un mese di gennaio difficile, le vendite hanno prevalso anche a febbraio. E il prezzo di Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 65.000 dollari USA in scia alle notizie sul fronte doganale e su quello geopolitico (per poi rimbalzare recuperando parte delle perdite, almeno stando ai dati al 5 marzo 2026).


Del resto, non è la prima volta che il cosiddetto “oro digitale” attraversa fasi di forte volatilità: tra il 2017 e il 2019 è rimasto prevalentemente sotto i 10mila dollari, per poi salire a quasi 70.000 dollari nel 2021. Alla fine del 2022 è crollato sotto i 20.000 dollari, per poi riportarsi fin verso i 125.000 dollari lo scorso ottobre. Dall’inizio del 2026 è in calo di circa il 16% (-41% circa dal picco di ottobre). In netto contrasto con l’andamento dell’oro, che nei momenti critici tende a mostrare una maggior stabilità, confermandosi come porto sicuro per eccellenza.


ORO VS BITCOIN

Nei momenti di difficoltà, l'oro emerge come vero bene rifugio

3051e40a-241e-4e1c-b959-3f91cc7e6284_20260311.webp

Fonte: elaborazione Wealthype su dati Investing.com, valori ribasati a 100

Le recenti turbolenze non hanno interessato solo Bitcoin: a cosa sono dovute?


A onor del vero, le recenti turbolenze hanno coinvolto diverse classi di attivo, non solo le criptovalute. Sono infatti l’esito della fase di riassestamento in atto sui mercati globali, dopo mesi di performance trainate da pochi temi dominanti. E il tema che ha dominato su tutti – lo sappiamo – è stato quello della tecnologia USA.


Il riassestamento è dovuto in parte ai grandi cambiamenti strutturali in atto: le già citate tensioni geopolitiche internazionali, l’incertezza sul fronte commerciale, ma anche gli interrogativi sui ritorni degli investimenti nell’Intelligenza Artificiale e sulle eventuali conseguenze dirompenti di quanti, in questo perimetro, emergeranno come i veri vincitori. Quest’ultimo aspetto, in particolare, ha innescato a febbraio un “AI scare trade”, con forti vendite sulle aziende percepite come potenziali “vittime” della rivoluzione tecnologica in atto.


In questo contesto, gli investitori hanno iniziato a guardare con rinnovato interesse alle società “capital intensive” (ad alta intensità di capitale), quelle cioè che affrontano ingenti investimenti in macchinari, impianti, tecnologie e infrastrutture ma che, per contro, sono esposte a un rischio di obsolescenza molto contenuto. Investimenti “pesanti” che rendono, insomma. E in un ambiente in cui motti e acronimi sono tutt’altro che inusuali, recentemente ha visto la luce una nuova sigla: HALO.


Investimenti pesanti, ma bassa obsolescenza: alla riscoperta dell’economia “concreta”


Coniato da Josh Brown della Ritholtz Wealth Management e rilanciato da Goldman Sachs, HALO sta appunto per “Heavy Assets, Low Obsolescence” e indica le attività che combinano alta intensità di capitale e bassa obsolescenza tecnologica. Settori come utilities e infrastrutture, per capirci. Per cogliere meglio la portata del fenomeno, ecco come il paniere di società ad alta intensità di capitale creato proprio da Goldman Sachs ha sovraperformato un analogo paniere di imprese a bassa intensità di capitale dall’inizio del 2025.


EFFETTO HALO IN AZIONE

I titoli legati all'economia reale sovraperformano i settori percepiti come possibili vittime dell'IA

0e5e8975-2930-4006-b301-cb5f55f763bf_20260311.webpFonte: Bloomberg e Goldman Sachs, performance dal 31/12/2024 al 24/02/2026


Il ragionamento di fondo è il seguente: l’Intelligenza Artificiale non può estrarre minerali o costruire ponti o reti elettriche; proprio per questo, le aziende attive in tali settori dovrebbero essere più protette dalle trasformazioni che, almeno nella percezione degli investitori, minacciano (per esempio) software e servizi.

No alla narrativa del momento, sì alla costruzione di portafogli strategici e di lungo periodo


Per chi investe, la lezione è chiara. Un asset può offrire potenziale di crescita, ma non per questo deve essere considerato un rifugio. Allo stesso modo, la ricerca di rendimento non può prescindere da una corretta diversificazione tra aree geografiche, settori, aziende e classi di attivo.


Le fasi di volatilità possono preoccupare, certo. Ma siamo oggettivi: hanno il merito di riportare l’attenzione sui fondamentali, ossia qualità degli utili, solidità patrimoniale, sostenibilità del debito, coerenza tra rischio assunto e obiettivi di investimento. È qui che si misura la differenza fra una scelta guidata dalla narrativa del momento e una costruzione di portafoglio realmente strategica e di lungo periodo.


Quanto a Bitcoin, probabilmente continuerà a rappresentare un termometro dell’appetito per il rischio globale. Ma i portafogli di lungo periodo si costruiscono su equilibri più solidi: diversificazione, come abbiamo detto, focus sugli obiettivi e nervi saldi durante le (inevitabili, ma recuperabili) correzioni.


Bisogno di una consulenza?

Questo articolo ti è piaciuto?

Disclaimer

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. I contenuti degli articoli pubblicati sul presente sito sono redatti da Wealthype.ai per Fineco Bank. Fineco non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, completezza e veridicità delle informazioni fornite. Il contenuto degli articoli pubblicati sul sito Fineco non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti nè attivita' di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Fineco declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.

Simone Mattii

Private Banker
Ufficio

PIAZZALE KENNEDY 1
63833, Montegiorgio

Telefono

Mostra numero di telefono

Email

Mostra e-mail

Informative

COPYRIGHT © 2026

  • All Rights Reserved
  • Fineco Bank S.p.A.
Disclaimer

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Simone Mattii e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.